Storia della ditta Poggi: mobili di design made in Pavia
   09/06/2023 09:15:21     Home    Comments 0

Storia della ditta Poggi: 

mobili di design made in Pavia

Proseguono gli approfondimenti di Unico alla scoperta delle migliori tradizioni artigiane del territorio di Pavia. Oggi parliamo di un tempo in cui la nostra città era un fiorente polo industriale. 

Tra le fabbriche sorte nel dopoguerra sul territorio pavese, spicca una ditta mobiliera che nel corso dei decenni ha dato vita a grandi progetti di design. Si tratta della fabbrica di mobili Poggi, tornata di recente alla vita grazie ad un progetto di restauro che l’ha convertita in una location per eventi culturali dedicati al design e all’arte. 

Roberto Poggi, pavese illustre

Il pavese Roberto Poggi, classe 1924 (scomparso nel 2019) aveva l’arte della falegnameria impressa nelle mani e nel DNA. A tramandare questo sapere a lui e al fratello minore Ezio fu il padre Carlo Poggi, titolare di un laboratorio di ebanisteria situato nel centro storico di Pavia. 

Negli anni ‘40 Carlo Poggi ampliò l’attività trasformando la bottega artigiana nella ditta Luigi Poggi e Figli, che si occupava di progetti su commissione. Nel dopoguerra, alla morte di Carlo, i figli Roberto ed Ezio trasferirono l’attività in una grande fabbrica situata in zona Vallone, a Pavia est, dove iniziarono notevoli collaborazioni con alcuni dei più importanti designer italiani dell’epoca.

Gli inizi negli anni ‘50

Agli inizi della loro avventura, i due fratelli stringono un sodalizio con l’architetto Franco Albini, che in quel periodo è impegnato nella realizzazione dell’ albergo-rifugio Pirovano di Cervinia. La ditta Poggi realizza numerosi arredi per il progetto dell'Hotel. 

Nella nuova sede della sua industria, Roberto Poggi si prefigge l’obiettivo della produzione in serie di mobili di pregio. Nel 1954 presenta alla Decima Triennale di Milano i primi modelli nati dalla collaborazione con il progettista Franco Albini. 

Il sodalizio più importante

Il sodalizio con Franco Albini e con la sua socia Franca Helg influisce in modo determinante sul percorso della ditta pavese. Per una trentina d’anni, la coppia di designer affida progetti in esclusiva alla fabbrica Poggi. 

Oltre ad un rapporto di lavoro, si tratta di un legame di stima e di amicizia. Roberto, pavese appassionato di pittura e collezionista d’arte, instaura con il milanese Franco, architetto coraggioso e innovativo, un rapporto di continuo confronto, da cui nasceranno arredi destinati a fare la storia del design italiano. 

In molti casi si tratta di progetti nati come pezzi unici destinati ad importanti committenti privati, che in seguito vengono prodotti in serie. È il caso dello scrittoio Stadera (1954), realizzato per la prima volta per la casa Caterina Marcenaro, in quegli anni direttrice dei Musei Civici di Genova. Lo scrittoio, sorretto da una sola gamba, rappresenta un gioco di equilibri da cui prende il nome, con riferimento ai bracci di una bilancia. 

Come si riconosce un mobile Poggi?

I mobili realizzati dalla ditta Poggi di Pavia sono prodotti vintage ricercati, sia per le illustri firme del design a cui sono legati, sia per l’alta qualità dei materiali. Si tratta di arredi che possono raggiungere un elevato valore di mercato, realizzati tra gli anni 50 e la fine degli anni 90. Presentano spesso forme originali e dinamiche, ricavate da incastri e geometrie frutto di uno studio meticoloso tra le proporzioni. 

I mobili della ditta Poggi sono realizzati con legni e tessuti di alta qualità e hanno finiture curate nel dettaglio. Nonostante le linee inusuali, conservano sobrietà ed eleganza, senza trascurare la funzionalità. 

Per documentarsi sulla produzione mobiliera della ditta nel corso dei decenni, è possibile consultare il catalogo Il Mondo di Poggi, edito da Electa nel 2019. Il volume è stato presentato in occasione della mostra intitolata “Il mondo di Poggi” che si è tenuta al Castello Visconteo di Pavia nel 2022. 

La poltroncina Luisa (1949-1955) di Franco Albini realizzata da Poggi 

Progetto vincitore del Compasso d’Oro nel 1955

Gli anni 60 e le nuove collaborazioni 

Fino alla fine degli anni 60 prosegue la collaborazione con l'architetto Albini, arricchita anche dell’ingresso di altri grandi nomi di spicco del design italiano,  quali Vico Magistretti, Marco Zanuso, Afra e Tobia Scarpa, Ugo La Pietra, Renzo Piano. In tutte le collaborazioni , come nel sodalizio già sperimentato con Albini, è presente un profondo rapporto profondo tra progettista e produttore. La creatività dei designer più importanti del periodo si somma alla maestria di Poggi e al saper fare delle sue maestranze, attraverso un continuo scambio di vedute che permette di realizzare progetti sempre volti ad innovare.

Il rapporto tra progettista e produttore

Alla fine degli anni ‘60, la collaborazione con Vico Magistretti porta alla ricerca di nuove tecnologie per la realizzazione di arredi nuovi e iconici, come la sedia Golem (1968) e successivamente la sedia Barbettis (1981). In particolare, la ditta Poggi esegue alcuni studi sui metodi di curvatura del legno, ottenuta con l’uso di materiale lamellare-stratificato.

La sperimentazione negli anni ‘70 

Negli anni 70, l’architetto Ugo La Pietra, tuttora in attività,  si avvicina alla ditta Poggi con una concezione artistica e sperimentale di grande impatto sociale. In particolare, concentrandosi sull'uso della luce come mezzo espressivo, commissiona la lampada Globo Tissurato.

Si tratta di una struttura in materiale plastico e metallo smaltato, con tre semisfere ricoperte da una elaborata texture di punti. La lampadina racchiusa nella semisfera inferiore è dotata, per la prima volta, di un regolatore di luminosità. Il modello realizzato dalla ditta Poggi fu esposto all'Eurodomus del 1968 e il valore di un esemplare si attesta oggi intorno ai 6.000 euro.

Gli anni ‘80 e la funzionalità di Marco Zanuso

Risale agli anni ‘80 la collaborazione con l’architetto Marco Zanuso, interessato alla progettazione di arredi dalle linee semplici e funzionali. Nello stesso periodo la fabbrica Poggi accoglie una nuova generazione di collaboratori, che ne alimentano il flusso creativo. Insieme a loro Roberto Poggi presenta i suoi prodotti a diverse edizioni della Triennale di Milano.

La fase conclusiva dell’azienda

I primi anni 2000 rappresentano la fase conclusiva dell’attività per la ditta mobiliera di Pavia. La produzione prosegue e gli arredi di questo periodo sono caratterizzati da un maggiore utilizzo di essenze pregiate, come il mogano, il noce e il palissandro. Tuttavia, scarseggiano le collaborazioni con nuovi nomi del design e inizia a scarseggiare il rinnovo di manodopera altamente qualificata, difficile in quegli anni da reperire.

Intorno al 2005 Roberto Poggi, dopo oltre 50 anni di intensa attività, avvia la dismissione delle attrezzature del suo stabilimento e, nel 2010, la ditta chiude definitivamente.

La recente rinascita come progetto culturale

Dopo una parziale ristrutturazione che ha riportato la fabbrica allo splendore originale, dal 2022 gli spazi della ditta Poggi sono stati allestiti come location per eventi nel campo del design, dell’architettura e dell’arte. Nella sede originale alla periferia est di Pavia è conservata anche la collezione permanente dei mobili realizzati dalla ditta Poggi, di sicuro interesse per gli appassionati di modernariato e vintage.

Riconoscere un mobile usato, con Unico

Se il mondo degli arredi d’epoca ti appassiona, non perdere l’occasione di leggere “Mobili e arredi: guida alla valutazione di un mobile usato”, di Massimo Forresu (2022). 

Questo pratico manuale è la guida di Unico dedicata alla storia del mobile, in cui potrai trovare informazioni rapide e utili per riconoscere gli stili dei mobili dal Settecento ai giorni nostri, con immagini e schede.

Nel punto vendita di San Martino Siccomario (PV), in via Aldo Moro 8, troverai un vasto reparto dedicato all’arredo usato. Vieni a trovarci per conoscere da vicino la qualità e la convenienza delle nostre proposte.

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