Ceramiche di Deruta: l’eleganza del Rinascimento per la casa moderna
   04/01/2022 19:00:00     Informazioni    Comments 0

Ceramiche di Deruta: l’eleganza del Rinascimento per la casa moderna

Maiolica di Deruta, piatto con Diana e Atteone, foto di Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons



A pochi chilometri da Perugia, nella comunità Montana del Trasimeno, sorge Deruta, un paese di circa 10.000 abitanti dove la ceramica è un'arte che si tramanda fin da tempi remoti. Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, Deruta custodisce un inestimabile tesoro di cultura e di storia. Da secoli, infatti, i maestri ceramisti continuano a forgiare maioliche di eccezionale bellezza, dai colori caldi e vivaci, decorate con uno stile unico al mondo. Per incontrare il gusto e la tradizione artigianale delle ceramiche di Deruta, però, non c’è bisogno di affrontare un lungo viaggio. A San Martino Siccomario, Unico mercatino Smart offre una collezione di ceramiche vintage di Deruta che sapranno rendere originale ogni ambiente della tua casa

Le origini delle ceramiche tradizionali di Deruta

L’arte della ceramica si è sviluppata in Umbria fin dai tempi degli Etruschi e oggi rappresenta una tradizione famosa in tutto il mondo. Questa regione, ricca di boschi, fiumi, colline, è una terra generosa che nel corso della storia ha saputo donare gli ingredienti indispensabili alla fabbricazione della ceramica: un terreno argilloso da cui estrarre la materia prima per modellare vasi, piatti, formelle votive, ornamenti per la tavola, piastrelle, e il legname per le fornaci dove cuocere i manufatti artigianali per dare vita a meravigliose opere d’arte. La raffinata e varia capacità artistica degli artigiani umbri non si è mai interrotta nei secoli: tramandata come una storia familiare e collettiva, ha sviluppato tecniche riconoscibili nelle forme, nei colori e nei soggetti delle decorazioni. Insieme a Gualdo Tadino, Gubbio e Orvieto, il piccolo borgo di Deruta è uno dei centri principali della produzione di ceramica in Umbria.

Ceramiche di Deruta moderne, foto di artnbarb from Flickr

Da sempre, la vita del borgo si basa sulla produzione di ceramiche artigianali, con un'attività fiorente fin dal medioevo. Ancora oggi, la città di Deruta è ricca di botteghe artigiane, fabbriche di maioliche, laboratori, in cui si producono oggetti ornamentali e di uso quotidiano, ricchi di un fascino rustico e tradizionale. L’arte della ceramica è il centro dell’economia locale e ha un rilievo tale che il 25 novembre si celebra Santa Caterina d’Alessandria, patrona dei ceramisti. La prima domenica del mese di settembre, invece, ha luogo il Palio della Brocca, che prende il nome da una delle ceramiche tipiche della zona. Deruta vanta anche due scuole d'arte ceramica, oltre al Museo regionale della ceramica, fondato nel 1898.

Per la sua felice posizione e per la vicinanza con vie del commercio, Deruta è stata un importante crocevia che, nel passato, ha accolto artisti e artigiani provenienti da tutta l'Umbria e la Toscana, che hanno saputo portare influenze nuove nella produzione della ceramica. Fin dal Trecento, infatti, si hanno testimonianze di una corporazione di artigiani ceramisti a Deruta. 

Maiolica Arcaica, foto di Ferpint, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Nel tardo medioevo si producevano già oggetti d’uso quotidiano, come scodelle, boccali, piatti e catini, che non avevano l’aspetto moderno ricco di decori e di colori vivaci, ma erano dipinti nei soli toni del bruno-manganese e del verde-rame, su uno sfondo di smalto biancastro. La lavorazione al tornio era semplice, priva della rifinitura finale. I decori erano geometrici, con richiami floreali, a volte con rappresentazioni di immagini sacre o di animali. Questa produzione è simile a quella di altri centri dell’Umbria nello stesso periodo ed è conosciuta come Maiolica Arcaica. Solo successivamente, l’evoluzione della tecnica e l’importazione di materie prime per i pigmenti portò all’aggiunta del blu cobalto e del giallo, con cui si arricchirono le decorazioni delle maioliche.

Il Rinascimento nello stile delle ceramiche di Deruta

Nella seconda metà del Quattrocento, Deruta conobbe un periodo di grande apertura al commercio e agli scambi con le città vicine, in particolare con Perugia. Fu allora che artigiani della ceramica, decoratori e pittori portarono nel piccolo borgo la loro influenza artistica. La produzione di ceramiche si fece più ricca, per soddisfare lo scambio con i mercanti e con i vasai perugini. Nacque in questo periodo la decorazione a lustro, una tecnica ancora oggi viva nello stile di ceramica derutese. Il lustro è una particolare tecnica decorativa che permette di riprodurre il colore dell’oro e del rubino con sfumature iridescenti e luminose. Questo complicato procedimento ha origini lontane, che risalgono probabilmente all’Antico Egitto, e fu appreso dai vasai di Deruta solo nel XV secolo, forse attraverso l’influenza dell’artigianato moresco proveniente dalla Spagna.

Ceramica Rinascimentale di Deruta, Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

L’attività ceramica di Deruta ha avuto il suo apice nel Rinascimento. In questo periodo i soggetti raffigurati sono ritratti, scene sacre e allegoriche, spesso ispirate alla pittura umbra. Grandi artisti umbri dell’epoca, come il Pinturicchio (1452-1513) e il Perugino (1448-1523), hanno influenzato fortemente lo stile decorativo delle ceramiche di Deruta. I maestri vasai coglievano i dettagli del nuovo stile attraverso disegni e bozzetti e lo replicavano per dare vita a ceramiche sempre più elaborate e finemente decorate, non più destinate solo all’uso quotidiano, ma alle committenze e al commercio con le vicine e ricche città. In seguito si svilupparono nuovi stili e tipi di decori, come lo stile Compendiario, caratterizzato da tratti veloci, e quello Calligrafico, basato sulla creazione di intrecci di foglie e fiori, animali e arabeschi.

Declino e rinascita della ceramica di Deruta

Pur rimanendo attiva la produzione di ceramiche e vasellame di uso quotidiano, l’artigianato artistico di Deruta subì un momento di crisi tra Settecento e Ottocento, arrivando a contare solo cinque officine di vasellame smaltato bianco nel 1854. La ripresa artistica e industriale iniziò verso la fine dell’Ottocento. Già nel 1872 erano attive molte fabbriche locali, tra cui quelle di Isocrate Casti, Salvatore Grazia, Angelo Artegiani, Domenico Grazia, Ubaldo Grazia. In quell’anno il Comune di Deruta organizzò un’esposizione di ceramiche contemporanee e una mostra di antiche ceramiche derutesi, da cui probabilmente nacque l’idea di costituire un museo comunale, che, in effetti, fu fondato nel 1898.

Un'artigiana di Deruta al lavoro, foto di artnbarb from Flickr

Nei primi anni del Novecento, dopo l’avvio di una scuola di disegno per la ceramica, si formarono le prime maestranze specializzate e i produttori tentarono di riunirsi in una cooperativa. Nacque così la nuova società “Maioliche Deruta” e, pochi anni dopo, nel 1922, si costituì una seconda società con un moderno impianto industriale. La produzione di entrambe le fabbriche si concentrò sulla fedele imitazione dei modelli cinquecenteschi, sui decori a lustro, e sulla rielaborazione di temi della tradizione. Il successo commerciale fu notevole, sia per le produzioni più tradizionali che per quelle più moderne, ispirate alle tendenze Liberty e Art Decò. Ancora oggi l’attività artigianale di Deruta è attiva e feconda, con un numero notevole di

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